Migliori synth analogici. Recensioni

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Guida all’acquisto dei migliori synth analogici

Nella nostra guida a synth arranger e workstation abbiamo visto che i synth moderni sono strumenti in grado di permettere di creare suoni e utilizzarli anche partendo da zero e nonostante vi sia stata la rivoluzione digitale è indubbio che i sintetizzatori analogici siano tornati prepotentemente alla ribalta e grandi marchi come Moog, Roland e Korg stanno riproponendo i suoni imperfetti dei vecchi synth analogici, anche se in qualche caso vi sono delle invasioni di campo della tecnologia digitale. L’uso dei sintetizzatore musicale analogico irrompe nel mondo della musica negli anni 70; Keith Emerson, Brian Eno coi Roxy Music, i Led Zeppelin, gli Who e Paolo Tofani degli Area sono tra i primi a utilizzare un Synth Analogico anche dal vivo come un vero e proprio strumento. Negli anni ’80 il Synth Analogico diventa il suono preminente di moltissimi gruppi New Wave, tra i quali citiamo senza dubbio gli Ultravox, i Soft Cell, i DEVO, i Talking Heads e tantissimi altri. Nei decenni successivi, con l’avvento dei synth digitali, i suoni sono decisamente cambiati, i synth di nuova generazione, infatti, erano in grado di riprodurre molto fedelmente i suoni di quasi tutti gli strumenti classici e di averli memorizzati in presets ma, per contro, non davano la possibilità di modulare il suono in diretta se non in modo poco immediato e pratico. Negli ultimi anni il ritorno ai suoni dei sintetizzatori analogici ha portato sia alla loro ricomparsa sul mercato che a uno sviluppo dei synth digitali nella direzione di una modularità del suono in diretta ma anche della riproposizione dei classici suoni dei vecchi synth analogici. I primi synth analogici costruivano il suono attraverso dei moduli che ne variavano le caratteristiche, i singoli moduli potevano essere collegati con sequenze diverse dette Patch. Successivamente per facilitarne l’uso soprattutto dal vivo i patch, quindi la successione dei moduli veniva prestabilita in fase di montaggio del synth. C’è quindi una scelta ampia e si parte proprio dalla scelta tra un analogico “puro” e una analogico “simulato” dal digitale. In definitiva, se si vuole avere un suono analogico da utilizzare soprattutto durante i live l’analogico puro è la scelta corretta, anche perché nonostante i tentativi di emulazioni i digitali non hanno la pienezza di suono dei synth analogici. Qualora si necessiti invece di registrare basi, di utilizzare il synth in studio, o utilizzare suoni che replichino quelli degli strumenti tradizionali è sicuramente più utile orientarsi su un synth digitale, soprattutto per la possibilità di utilizzare i presets. Ovviamente moltissime caratteristiche dei Synth Digitali, delle Workstation e degli Arrangers, su un Synth analogico non sono presenti. C’è stato tuttavia un breve periodo di transizione tra gli analogici puri e i digitali puri. In questo lasso di tempo la generazione del suono avveniva ancora in modalità analogica, ma la modalità di gestione delle caratteristiche dell’onda sonora e completamente digitale, permettendo quindi di utilizzare dei preset, solo successivamente sia la generazione che il controllo delle caratteristiche del suono è diventato digitale.

Migliori sintetizzatori analogici

Vi proponiamo questa lista che comprende quelli che per Miglior Prodotto sono i migliori synth analogici in commercio per qualità, tipologia e rapporto qualità/prezzo.

Korg Prologue 16 sintetizzatore analogico polifonico analogico programmabile con tastiera 61 tasti e 16 voci di polifonia

Korg Prologue 8 sintetizzatore analogico polifonico analogico programmabile con tastiera 49 tasti e 8 voci di polifonia

Moog Subsequent 37 sintetizzatore analogico parafonico (2-note) 37 tasti

Moog Sub Patthy sintetizzatore analogico monofonico a 25 tasti

Miglior prezzo sintetizzatore Moog Sub Patthy

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Classifica sintetizzatori analogici

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