Ecobonus 2019: scopri come ottenere lo sgravio fiscale o uno sconto immediato

Che cos’è l’Ecobonus e come ottenerlo

Come indicato nella Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico redatta dalla Agenzia delle Entrate i cittadini che eseguono interventi atti ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti possono detrarre una parte delle spese sostenute per i lavori dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) o dall’imposta sul reddito delle società (Ires). L’agevolazione è rivolta a tutti i contribuenti, anche non residenti, che possiedono l’immobile oggetto di intervento. Possono fruire dell’agevolazione, oltre ai proprietari, i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condomini (per gli interventi sulle parti comuni condominiali), gli inquilini e i comodatari. Inoltre, la detrazione può essere fruita dal familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e dal convivente more uxorio. La detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
L’importo da portare da detrarre dalle imposte può variare dal 50% al 85% della spesa in base alle caratteristiche dell’intervento.
La detrazione d’imposta non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (quale, per esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio).

I destinatari dell’Ecobonus 2019

  • Possono usufruire dell’Ecobonus 2019:
  • Persone fisiche (i condomini per le parti in comune dell’immobile e i titolari di un diritto reale sull’immobile: proprietari, inquilini, comodatari;)
  • Contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
  • Associazioni di professionisti
  • Enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Ecobonus 2019: spese ammesse alla detrazione d’imposta

Le spese ammesse in detrazione comprendono sia i costi per i lavori relativi all’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta.

In questa categoria di interventi rientrano:

  1.  Installazione di pannelli solari;
  2.  Acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;
  3.  Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, o per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione;
  4.  Miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi);
  5.  Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative (building automation);
  6.  Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;

Come ottenere uno sconto immediato con l’Ecobonus

La novità sostanziale dell’Ecobonus 2019 è che a partire dal 2019, i soggetti aventi diritto alle detrazioni spettanti in caso di interventi di riqualificazione energetica, di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, possono scegliere uno sconto immediato sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi stessi. In sostanza il credito viene ceduto al fornitore il quale recupera lo sconto come credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24, in cinque quote annuali di pari importo; il fornitore, in alternativa, può a sua volta cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi. È esclusa la cessione a istituti di credito, intermediari finanziari e alle pubbliche amministrazioni (Soltanto i contribuenti che ricadono nella “no tax area”, cosiddetti incapienti, possono cedere il credito anche a banche e intermediari finanziari. ) Questa opzione va comunicata all’Agenzia delle Entrate nell’area riservata del sito internet prima del 28 febbraio dell’anno successivo a quello dell’intervento.

Documenti da conservare

Per fruire del beneficio fiscale è necessario conservare ed esibire all’Amministrazione finanziaria, ove ne faccia richiesta, la documentazione relativa agli interventi realizzati. In particolare, va conservato:

  • il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato;
  • la ricevuta di invio tramite internet o la ricevuta della raccomandata postale all’Enea;
  • le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi;
  • per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa, la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento.

Nel caso in cui gli interventi siano stati effettuati su parti comuni di edifici, devono essere conservate ed eventualmente esibite anche la copia della delibera assembleare e quella della tabella millesimale di ripartizione delle spese. Se i lavori sono effettuati dal detentore dell’immobile, deve essere conservata ed esibita la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

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